Luoghi

Islanda #7 – Zuppa di verdure (l’ultima)

Terzultumo giorno in Islanda: ritorna il maltempo. Ci svegliamo in una Akureyri grigia e umida, e questo fa in modo che ci dispiaccia un po’ meno, solo un po’ meno, lasciare questa città. I paesaggi di oggi saranno molto meno tormentati di quelli che abbiamo visto nei giorni scorsi: strade che si snodano fra pascoli verdi, fiordi ampi e tranquilli, piccoli porti sonnacchiosi sul mare. Una zona che meno spettacolare rispetto ad altre, ma che ha parecchio da dire per quanto riguarda la storia d’Islanda: questa cartina ha segnate parecchie chicche interessanti sull’argomento.

1008 Glaumbær 02L’attrazione della mattinata sono le case di torba del piccolo agglomerato di Glaumbær: una fattoria distesa in una placida vallata, con il piccolo cimitero, la chiesetta di legno, e gli edifici ricoperti d’erba. L’insediamento è lì dal 900 (sì, non 1900), le costruzioni hanno raggiunto l’aspetto attuale nel 1700, e fino agli inizi del XX secolo nell’Islanda rurale le case di torba sono rimaste una cosa comune. Sono casette basse e buie, e le piccole finestre, col tempo che c’è stamattina, lasciano passare ben poca luce.

Con questo clima malinconico abbiamo proprio voglia di rintanarci da qualche parte a sorseggiare qualcosa di caldo, e accanto alle case e al punto informazioni c’è un piccolo caffè che alle nove del mattino ha appena aperto: è l’Askaffi, e chi visita questo luogo non deve perderselo. L’Askaffi è delizioso, arredato in uno stile tradizionale che nulla ha di falso. Mobili di legno, foto d’epoca, pizzi e porcellane danno carattere alle stanzette con i tavolini e alla cucina d’altri tempi, mentre adorabili ragazze in gonnellona nera vi riforniscono di zollette di zucchero. D’atmosfera, decisamente, ma con molta semplicità.

Glaumbær Glaumbær Glaumbær

Proseguiamo per la strada cercando di lasciarci alle spalle il maltempo, ma sarà un’impresa piuttosto lunga e lenta: attraversiamo fiumi famosi per la pesca al salmone, costeggiamo litorali dove dimorano le foche e visitiamo sonnacchiosi villaggi di pescatori dai nomi come Sauðárkrókur, Blönduós, Hvammstangi e Laugarbakki. Questa è anche la terra dove sono ambientate le più importanti saghe islandesi, che la gente qui sa a memoria. E noi attraversiamo questo territorio, alle porte dei selvaggi fiordi occidentali (che non visiteremo *sigh*) guidando su uno sterrato bello fangoso che imbratta per bene la nostra auto. Oh yeah.

Anche se a metà pomeriggio è spuntato finalmente il sole, noi abbiamo addosso una certa malinconia dopo tutto il grigiore accumulato. Non siamo in vena di grandi esplorazioni, e una volta lasciati i bagagli nel nostro albergo di Laugar í Sælingsdal, lontano da qualsiasi altro insediamento umano, ci dedichiamo a una breve passeggiata nei dintorni, fra i mirtilli, e a qualche partita a biliardo nella sala comune.

1008 Laugar í Sælingsdal - Mirtilli

Visto che non c’è tanto altro da dire, due parole utili per i futuri viaggiatori riguardo i nostri alloggi: gli Hotel Edda, una catena di hotel estivi organizzati in scuole e convitti islandesi. Sono puliti, abbastanza a buon mercato, essenziali e vicini ai luoghi più turistici. Si mangia bene (a proposito, ancora zuppa di verdure e agnello, a questo giro, gustoso come sempre). Sono tutti gentili.

Pernottare agli Edda è anche un modo carino per venire minimamente a contatto con la vita che fanno i ragazzi islandesi: in un Paese così grande e scarsamente popolato non possono certo pensare di avere una scuola superiore in ogni villaggio, e così gli istituti sono attrezzati per ospitare chi ha la famiglia lontano. Ci sono mense, attrezzature sportive, piscine (calde, naturalmente) e sale comuni, e si fanno anche un sacco di attività -a giudicare dalle foto di classe appese nei corridoi.

Guardare queste foto è il nostro passatempo della serata, insieme al biliardo; e quando la notte si fa finalmente buia ci addormentiamo, ignari delle presenze minacciose che nell’oscurità stanno per venire a farci visita sotto le nostre finestre… ma di questo parlerò la prossima volta.

Listen to: Ingibjörg Þórbergs – Á morgun (video)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...