Luoghi

Islanda #8 – Zuppa cinese

All’ottavo giorno la vacanza sta per finire: rientriamo a Reykjavik, dobbiamo cercare di consegnare l’auto entro le sei del pomeriggio. In mezzo, un bel po’ di chilometri: la giornata è meravigliosa, quindi decidiamo di dedicarla a una rapidissima ricognizione della penisola di Snæfellsness. Troverete su Wikipedia, sulle guide e sugli opuscoli che viene definita “Islanda in miniatura”: 100 chilometri in lunghezza, con ghiacciai, spiagge di lava, un paio di vulcani, cascate, colorati villaggi di pescatori, uccelli, balene… tutto quanto, in chiave raccolta e pittoresca, più che grandiosa.

Il risveglio è clamoroso: scostiamo le tende e troviamo tre pecore in agguato oltre il parcheggio dell’hotel. Devono aver tramato qualcosa di pauroso contro di noi nottetempo, dal momento che ne troviamo tracce fin sotto la finestra. Poi forse, come i vampiri, sono state se non distrutte rese più miti dalla luce del sole, e ora fingono di pascolare poco lontano. Baldanzosa mi lancio nell’aria frizzante armata di macchina fotografica, ma il loro sguardo di ovini disturbati da presenze inopportune mi fa capire che non posso spingermi troppo in là con l’inseguimento.

1108 Laugar í Sælingsdal - If looks could kill...

Dopo l’incontro ravvicinato, non perdiamo tempo a saltare in macchina verso la penisola: dopo una trentina di chilometri di sterrato eccoci a Stykkishólmur, col suo porto variopinto.

1108 Stykkishólmur 06

1108 Snaefellsness - Irkibrunnur 03 / Whale skullAndando avanti nell’esplorazione, incontriamo le uniche nuvole della giornata: siamo arrivati praticamente alla punta estrema, che in questo grigiore ci sembra un luogo un po’ inospitale. Eppure è abitata da tempi antichissimi: ci sono resti degli insediamenti dei monaci irlandesi – che, bisogna dirlo, notoriamente eleggevano a dimora dei posticini difficili. A fare un po’ impressione sono anche i vari scheletri di balena sparsi in giro: un cranio di questi fa anche da architrave a un antichissimo pozzo.

A sovrastarci, il ghiacciao Snæfellsjökull, sotto il quale dorme, come da copione, un vulcano. Verne ambientò qui l’ingresso del passaggio verso il centro della Terra, mentre alcuni credono che la zona sia piena di strane energie e che ci atterrino delle navicelle aliene. La cosa più strana della zona, comunque, è un enorme, altissimo radar americano costruito non so per quali scopi.

Tornando indietro, percorrendo la costa meridionale della penisola per avvicinarci a Reykjavik, valichiamo passi, attraversiamo campi di lava e praterie, avvistiamo spiagge sabbiose. Ritorna il sole, ed è forte e caldo, decisamente da maglietta. Questo sole, avremo modo di constatare per tutto il pomeriggio e anche più tardi a Reykjavik, elettrizza particolarmente gli islandesi. Diventa automaticamente giorno di grandi pulizie e di lavori all’aperto: taglio dell’erba, cura delle aiuole, pittura di muri e steccati, dappertutto.

Sì, Reykjavik: il momento in cui, a qualche minuto d’auto ancora dalla città, incontriamo il punto in cui -una settimana prima- avevamo deviato per Þingvellir, è un momento solenne. Si chiude il cerchio lungo 2233 chilometri che ci ha fatto scoprire un Paese che ha superato tutte le nostre aspettative (che pure erano alte!) in quanto a bellezza e grandiosità.

Ma non c’è tempo per versare la lacrimuccia: una bella pacca sulla nostra Toyota Yaris, lenta ma solida, e il tempo di lasciare i bagagli in hotel. Poi è tempo di godersi un po’ la capitale e di cercare un posto per la cena.

1108 Reykjavik - Paolo & 12 TónarIl luogo ideale dove tirare il tardo pomeriggio è 12 TónarIl negozio di dischi de-fi-ni-ti-vo. Cosa succede in questo posto, e quale musica ci si può scoprire, l’ha già raccontato Lui. I divani, i libri, gli album da ascoltare liberamente e l’espresso offerto dall’adorabile proprietario mi riconciliano con l’acquisto dei cd. Me ne torno a casa con alcuni dei brani che avete trovato in fondo ai miei post. Rimaniamo solo una mezz’ora prima che chiuda, ma non è che un assaggio: domani si replica.

Poi bighelloniamo in cerca di un posto dove cenare. Che zuppa scegliamo stasera? Decidiamo di provare un ristorante cinese, curiosi di sapere se e come cambia, all’estero, una cucina che si trova dappertutto anche da noi. Bè, apriamo con una tranquilla zuppa di verdurine e gamberetti per poi dedicarci ad assaggi vari, serviti da gentilissimo personale… islandese.

Il cielo è ancora chiaro, ma domani sarà una giornata lunga, che sarà seguita da una nottata lunghissima e da un’altra giornata più lunga ancora… quindi ci affrettiamo a goderci la nostra ultima notte in un letto, prima della sfacchinata che ci attende nei due giorni successivi. Infilo il mio nuovo cd di Mugison nel mirabolante sistema Tivoli Audio e scatto un’ultima foto al tramonto, con lo Snæfellsjökull visibile lontano lontano.

Listen to: Sigur Rós – Hoppípolla (video da Heima)

1108 Reykjavik

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