Cose giuste · Musica

Idoli

È molto probabile che gli ultimi due concerti che ho visto chiuderanno la stagione delle danze all’aperto, dell’erba sotto i piedi e delle salamelle alla griglia. Che malinconia autunnale. Tantopiù che, il 15 di questo mese, saremo tutti chiusi dentro l’Alcatraz per gli Eels.

Ma l’estate finisce in bellezza con Melissa Auf Der Maur e Misfits.

Melissa è venuta a presentare il suo ottimo secondo album solista. Si conferma di una figaggine completa (come artista, come performer, come donna), e ineguagliabile da molte sue colleghe musiciste in circolazione. E io lo sapevo. Quello che non sapevo è che è anche simpatica, e alla ricerca di un bel rapporto con il pubblico. È riuscita a trasmettere il suo piacere di trovarsi dalle nostre parti, e fra una canzone e l’altra ha raccontato tante cose -delle sue vacanze in Italia, del festival dedicato ai bassisti al quale ha partecipato a Roma (festival di cui ignoravo l’esistenza), della sua predilezione per il collettivo Malleus. Ha anche un po’ sbagliato abbigliamento, secondo me, per il clima pre-monsonico che c’era il 26 agosto; ma ha tenuto botta con classe, bevendo prosecco e tirando fuori dal suo repertorio anche due cover, di Bang Bang (alla Nancy Sinatra) e di Paranoid dei Black Sabbath.

Melissa Auf Der Maur live @ Magnolia, 26 agosto 201

Sempre un bel feeling con il pubblico, declinato in maniera ovviamente diversa, ce l’hanno i Misfits. Al Carroponte hanno suonato a velocità supersonica i loro classici e un paio di cover dei Black Flag, e -grazie alla gente che invadeva il palco per poi essere rilanciata di sotto- ci siamo resi conto di quanto Jerry Only e Dez Cadena siano degli omoni enormi. Ma proprio enormi. Ma anche un po’ cuore di mamma (come disse Fiorella di Manuel Agnelli). Jerry Only, infatti, nel finale ha invitato sul palco un ragazzo che, prima del concerto, deve averlo supplicato di poter cantare Die Die My Darling insieme a lui. “Ci teneva tanto!” ha detto. E poi, dopo un’oretta e mezza di set molto ma molto tirato, è rimasto alle transenne a firmare autografi, fare foto, distribuire baci e abbracci a tutti, ma proprio tutti, quelli che glielo chiedevano. Sempre con un sorriso e una battuta da dispensare, o una maglietta speciale da regalare agli spettatori XXXL come lui. Dopo un quarto d’ora buono me ne sono andata, ma rimaneva la montagna umana di quelli che si arrampicavano a salutare Jerry. Fuck yeah!

EDIT del giorno dopo: filthy lucre! C’è gente che arriva qui googolando “autografo di Jarry (sic) Only quanto vale”. Vista la quantità enorme di autografi che Jerry Only distribuisce, credo che ci si possa ricavare ben poco. Molto meglio tenerlo come ricordo della serata.

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8 thoughts on “Idoli

  1. anche a me sarebbe piaciuto vedere i Misfits(sebbene non li conosca molto…è che mi incuriosiscono),ma essendo senza patente,è impossibile raggiungere il Carroponte con i mezzi da casa mia(o meglio:è quasi impossibile tornare indietro se si fa tardi)!e poi avevo da studiare!:(

    1. Ottimi motivi dai :) In realtà al Carroponte tutto finisce per mezzanotte, magari qualche mezzo c’è ancora… Simpatia di Jerry Only a parte, il concerto mi è piaciuto, anche se ci hanno messo un po’ a ingranare. Poi penso che cose del genere si apprezzino veramente se si va sotto il palco a prendere le botte, ma io sono vecchia e fifona (ho la fobia della folla e del pogo), e sto ai margini dove tutto è molto meno coinvolgente.

    2. guarda che io sono andata a milano apposta da una provincia di vicenza per vederli..e cazzo ti dirò che è stata la cosa più bella che io abbia mai fatto..ho 16 anni e spero di poterli rivedere anche in futuro perchè quel concerto me lo porterò sempre nel cuore e anche nella carta d’identità visto che mi sono fatta fare il suo autografo là..haha che bella serata, mi viene nostalgia se ci penso.

      1. Ah sì, tanti si facevano fare l’autografo sulla carta d’identità :) Bello che i Misfits abbiano fans di 16 anni, temevo un’età media alta e invece non è stato così. Come attitudine mi hanno ricordato un po’ anche i Buzzcocks, altro gruppo che ho visto un anno (e passa) fa, e che riesce a proporsi in modo sincero e credibile dopo 30 anni, senza risparmiarsi sul palco.

  2. è gia!=) l’unica cosa che mi dispiace è non aver potuto fare una foto insieme a jerry perchè dovevo andare via..però per il resto mi sono divertita un casino, devo ancora riprendermi da quel concerto, ma penso che ci vorrà ancora del tempo. XD STAY PUNK!

  3. Beh, l’età media era ulteriormente abbassata dai bambini al seguito di genitori grandicelli ma forse non conta perché non erano di loro spontanea volontà.
    In realtà mi fa anche piacere che esistano oggi sedicenni che si sbattano per andare a vedere un (bel) concerto del genere, io a quell’età non so se l’avrei fatto (ma sono sempre stato vecchio dentro).
    Ma perché tu fai un post sui Misfits e la gente commenta di conseguenza mentre da me in un post quasi analogo parlano degli Arcade Fire? Ah, no, non dirmelo, sarà colpa della mia leggerissima vena polemica.

    1. Eh, mi sa che hai capito perché! Acido :P
      (A proposito, metti il tuo avatar)

      Io a 16 anni mi sarei sbattuta ovunque per un concerto, vivendo negli squat e nutrendomi di bacche e radici. Ma i miei non me l’avrebbero permesso (fecero storie per un concerto dei Cranberries, all’Alcatraz, accompagnata dal genitore di un’amica e pure in tribuna stampa, figurarsi). Quando ho iniziato a poter andare in giro per conto mio, mi ero già impigrita.

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