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Real life angry birds

Ecco, quest’anno dedico al balcone più attenzioni del solito, ed ecco che parte l’occupazione autogestita. Altro che MΛCΛO, i miei abusivi non si riescono proprio a sgomberare. E anche se fosse, ritornano.

Ho sempre avuto il pollice nero e un balconcino poco curato, solo qualche pianta aromatica di quelle ultraresistenti e qualche altro piccolo esperimento finito male. Quest’anno ho investito qualche soldo e qualche cura in più in omaggio alle piante sopravvissute all’inverno: mi sono lanciata e ho persino cresciuto una pianta di pomodoro in vaso, che ha già qualche frutto. 

Surprise!Il titolo di highlander va all’erba cipollina, ormai alla sua quarta estate di sopravvivenza sotto i miei artigli. Si trova bene nella parte interna del balcone, sopra il condizionatore, dove ha fatto un bel cespuglio folto. Esattamente di fianco alla porta-finestra da cui esco ogni giorno, all’altezza delle mie anche.
Chissà come mai questa posizione è parsa appetibile a una coppia di merli in cerca di casa disperatamente.
Non si sono svolte trattative di sorta: torno a casa un pomeriggio, dopo una settimana in viaggio, ed ecco che trovo metà vaso occupata d’imperio: un bel nido tondo. Ma prego, eh. Nei cinque giorni successivi, cinque uova azzurrine punteggiate di nero.
Real life angry birdsNei dieci giorni successivi: covate, sguardi arcigni della merla femmina, svolazzi del merlo maschio. Guano.
Nei dieci giorni ancora successivi: bruttissimi pulcini ignudi, sguardi arcigni della merla femmina, svolazzi del merlo maschio, pulcini finiti fuori dal nido a infilarsi in anfratti pericolosi. Guano guano e ancora guano.

Poi un giorno sono tornata a casa e il nido era vuoto.
(musica strappalacrime)
Nessun uccellino spiaccicato nei dintorni: mi piace pensare che siano tutti diventati dei bei merli giovani e forti.
E niente più guano, olè.

Bene, bello, la natura, che incantevole esperienza. Una volta nella vita si può fare, no?

No, ci sarà la seconda.
Non ho distrutto il nido e dopo un paio di settimane la mia merla è tornata. Ha già sfornato quattro nuove uova. Non fa una piega nemmeno quando faccio colazione fuori, a mezzo metro da lei, o bagno abbondantemente la cipollina e la sfoltisco con dedizione per farla crescere più rigogliosa.
Merla, ma sei impazzita? Non sono pronta per una famiglia così numerosa. E poi, non hai trovato di meglio che dell’erba cipollina appoggiata su un condizionatore per mettere su casa?
Ma si vede che il mio balcone, appena gli si dedica un po’ di amore, diventa una nursery perfetta.

P.S.: questo post lo mando all’Orto di Michelle per miORTO_2012. Non posso vantare doti eccezionali nel campo dell’agricoltura, ma visto che mica tutti possono dire di aver seminato pomodori e raccolto merli, conto su un +1 per ogni uovo. Intanto date un’occhiata al blog: parla di moda e di ortaggi, e se non credete che il binomio funzioni, vi ricrederete.

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