Luoghi

Islanda 2012: il post culinario

L’Islanda non è famosa per la sua cucina, ma fin dal mio primo viaggio lassù ho iniziato a pensare che invece meriterebbe di esserlo. I prodotti locali -a cominciare da pesce, crostacei, agnello- sono la base di ricette semplici e squisite e a Reykjavík (ma non solo) molti ristoranti rivisitano i classici della tradizione con proposte estrose. Nella capitale dell’Islanda posso ormai consigliare degli indirizzi dove si va sul sicuro per qualità e atmosfera, spendendo il giusto. Poi la città è sempre molto vivace e ci sono frequenti nuove aperture: la guida annuale  “Best of Reykjavík” del Grapevine è il modo migliore per scoprirle.

Ecco quindi qualche suggerimento per leccarsi i baffi a Reykjavík e dintorni, da mattina a sera.
Ho cercato di indicare i prezzi, non a buon mercato ma comunque inferiori alle altre capitali del Nord (se siete stati a Copenaghen, Stoccolma e Oslo, in Islanda a confronto avrete di che scialare). Le porzioni in genere sono abbondanti.
Al lato culinario qui si cerca sempre di abbinare qualche esperienza LULZ. Che, dato che gli islandesi sono mediamente fuori di testa, non manca mai.
Come non manca quasi mai il wi-fi gratuito nei caffè e nei bar, cosa che li rende ancora più piacevoli.
Altre cose da sapere: l’acqua naturale solitamente è gratis e le zuppe (delle quali in diversi locali ci si può servire più volte) sono sempre accompagnate da pane e burro. Gli alcolici pesano parecchio sul conto finale e più alta è la gradazione, più sono costosi.

Enjoy.

♥ Colazione 

Kaffismiðja Íslands
Una bella colazione è una di quelle cose fanno iniziare bene la giornata. Ciò che servono al Kaffismiðja è in grado di illuminare tutte le successive 24 ore.
Come succede in molti caffè di Reykjavík, vi sembrerà di accomodarvi nel tinello della nonna; con la differenza che vostra nonna, probabilmente, non tiene in bella mostra delle macchine per la torrefazione (rosa shocking) e non incornicia decine di onorificenze vinte ai campionati per baristi in tutto il mondo.

Sonja Björk, la titolare, e i suoi soci sono delle autorità internazionali in fatto di caffè, che selezionano e tostano personalmente con competenza e amore. Il risultato è che io, che non sono affatto un’intenditrice e in genere mi appronto una soluzione ipersatura di zucchero, ho goduto fino all’ultimo sorso un sontuoso cappuccino che sarebbe stato un delitto anche solo pensare di dolcificare.
Kaffismiðja ha solo 7 tavoli, tante sedie e qualche poltrona; quando è affollato ci si siede assieme agli altri avventori. Ma se c’è bel tempo, ecco il bonus: lo spiazzo esterno è arredato con bancali e sacchi di caffè e ci si può accomodare lì. Se invece piove i frequentatori del dehors sono più che altro gatti coccolosi.

Abbiamo speso 1.820 isk (11,5 euro in due) per due cappuccini e due dolci.

Pranzo 

Café Babalù
Questo caffè, al primo piano di un edificio sulla centralissima Skólavörðustígur, era uno degli indirizzi che non volevamo mancare. Prima del palato, sono gli occhi a godere per l’arredamento e i colori.

 

E se non basta la gallery qui sopra, concentriamoci su quella che è hands down la miglior toilette di un locale pubblico che io abbia mai testato.

Quanto alla cucina, ci sono spuntini veloci come panini, insalate e torte salate, con un occhio alle scelte vegetariane/bio. L’opzione ideale se piove e tira vento è la zuppa del giorno, ma anche le crepes, nella loro semplicità, hanno davvero una marcia in più.

Grazie Felson

Un dolcino 

Café Loki
Questo locale con grandi vetrate che danno sulla Hallgrímskirkja (la chiesa più importante di Reykjavík che svetta letteralmente sulla città) l’avevamo sempre snobbato per il suo aspetto un po’ anonimo. Grazie a un suggerimento pescato sul web, ci siamo andati per provare il Loki’s unique Rye bread ice cream with cream & caramelized rhubarb syrup. Sì, il gelato al pane di segale è più che plausibile, anzi è molto buono e sazia a dovere.

Costa 640 isk (8 euro).

Un tè e una merenda 

C is for Cookie
Questo delizioso caffè, aperto fino alle 18, due anni fa ci aveva offerto inaspettato rifugio in una mattina di pioggia. Era appena aperto e da allora è diventato parecchio frequentato. Merito dell’atmosfera rilassata e intima, della possibilità di sedersi per ore a sorseggiare tè o a leggere un libro (o a navigare col wi-fi) e della simpatia della coppia che lo gestisce. Ottimi i dolci fatti in casa, dalle torte ai fantastici pancake con marmellata e panna, fino ovviamente ai biscotti.
Se la gioca con Babalù per il titolo di campione nella categoria “toilette WTF”: per oscurare la finestra del bagno cosa c’è di meglio di una nidiata di topi di peluche?

Cena 

Hofnin
Una delle scoperte dell’anno. Questo ristorante appena aperto nella zona del vecchio porto (da poco risistemato e rilanciato con localini e negozi) offre, secondo il Grapevine, la migliore zuppa di pesce della città. Non potevamo non provare. All’interno tutto è nuovo e curato, in un piacevole stile vintage che rende tutto molto intimo. Mentre sui tavoli intorno a noi sfilavano piatti dall’aspetto sontuoso (plokkfiskur, filetti di merluzzo e halibut, montagne di cozze, aragoste…), noi ci siamo appunto concentrati sulla zuppa di pesce e crostacei, versata al momento nel nostro piatto già contenente una quenelle di formaggio cremoso e una matassina di crescione. Una presentazione elegante per un piatto delizioso. E tanta voglia di tornare per sbafare il resto del menu.

Grazie Felson

Abbiamo speso 5.880 isk (37 euro circa) per due zuppe di pesce e crostacei con pane e burro e due birre da o,5l.

Saegreifinn
Il “barone del mare” è una nostra vecchia conoscenza e un’istituzione di Reykjavík, frequentato dai turisti ma anche dagli abitanti del posto. È un buco con veranda esterna nella zona del vecchio porto e il suo marchio di fabbrica è l’atmosfera da lupi di mare: ci si siede sopra bidoni di plastica, si dividono i lunghi tavoli di legno con gli altri avventori e mentre si aspettano le portate (da ordinare al banco dopo una fila che può essere parecchio lunga) si inganna il tempo osservando i memorabilia della vita di mare appesi alle pareti. Tipo una foca imbalsamata.

Mentre si fa la fila, si sceglie dal banco frigo il proprio spedino che verrà grigliato al momento: gamberoni, diversi tipi di pesce e sì, anche la balena (minke whale, una specie che si può cacciare nei mari islandesi), tanto che il motto di Saegreifinn è “Moby Dick on a stick”. La balena è giustamente classificata “meat” e infatti per il sapore ricorda molto più il manzo che il pesce. Sappiate che è un cibo un po’ hardcore: viene servita molto al sangue.
Come starter si può scegliere una zuppa, di pesce o di aragosta, ottima per non morire di fame mentre aspettate che vi servano (se il locale è affollato, ci mettono un po’). Ma non sfidate il vostro stomaco: meglio ordinare un solo spiedino (anzi spiedone) per cominciare, perché è tanta tanta roba.

Abbiamo speso 7.800 isk (50 euro in due) per gustare zuppa d’aragosta, patate grigliate e spiedino di balena accompagnati da due birre in bottiglia.

Hamborgarabúlla Tómasar
Quando avvicinandoci al locale abbiamo incrociato uno yankee che ne usciva gridando al cuoco “Great burger!”, abbiamo capito di essere arrivati in un posto speciale.
Premessa: gli islandesi amano gli hamburger e hanno altissimi standard in proposito, tanto che McDonald’s, qui, ha dovuto chiudere i suoi ristoranti pochi anni fa. Perché qualsiasi hamburger servito da bar, pub o anche catene locali è molto ma molto più buono di quello del McDo. Hamborgarabúlla Tómasar però è a un livello superiore. Questo micro-ristorante nella zona del vecchio porto, arredato in stile anni ’50, è sempre pienissimo, ma la fila non deve scoraggiare: molti passano di qui per portarsi via il loro panino e pazientando un po’ si trova posto per sedersi e gustare un hamburger coi fiocchi.

Foto di Ryan Harvey

Abbiamo speso 3.260 isk (20 euro in due) per un hamburger, un double burger, due cartocci di patatine e due Pepsi (non si servono alcolici).

Per scaldarsi in una fredda serata 

Stofan Kaffihús
Se vivessi a Reykjavík penso che passerei parecchie serate in un posto come questo, sprofondata in poltrona a sorseggiare tè e tisane, leggendo un libro, navigando wi-fi o giocando a carte. Come il salotto di casa mia, ma pieno di potenziali amici. L’ideale per rilassarsi dopo una giornata passata in giro, magari in balia degli elementi. Le torte fatte in casa sono ottime.

Foto di Rob Young

Un altro posto simile per passare la serata, dove però quest’anno non siamo tornati, è Hemmi og Valdi, di cui ho già parlato qui.

Per una gita culinaria fuori porta 

Rauða Húsið
Famosissimo ristorante di Eyrarbakki, sulla costa sud a un’oretta di auto da Reykjavík, rinomato per i suoi piatti a base di aragosta. Si tratta, lo dice il nome, di una casa rossa, di legno, in grado di accogliere moltissimi avventori nelle sue numerose stanze (viene infatti incluso nei tour in autobus “Taste of Iceland”). L’abbiamo provato la sera del nostro arrivo ed eravamo troppo stanchi per affrontare l’aragosta intera, perciò abbiamo ripiegato su una zuppa con abbondanti pezzi del crostaceo e su un tortino al cioccolato caldo con panna e frutti di bosco. Corroborante.

Abbiamo speso 6.230 isk (40 euro in due).

E se volete viaggiare ancora un po’…

Altre posti meritevoli in giro per l’Islanda, di cui ho già parlato: Noodle Station (il nome dice tutto, Reykjavík), Austur Indía Fjelagid (ristorante indiano, Reykjavík),  Tjöruhúsið (pesce squisito a Ísafjörður), Kaffi Hornið (spettacolare aragosta a Höfn).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...