Fatto da altri

Nel frattempo…

È passato un bel po’ di tempo dall’inizio dei lavori ma il progetto Washi, Kokeshi e giochi da tavolo non è ancora completo.

Mentre finisco di ritagliare le ultime, rognosissime, tessere a forma di doppio esagono , posso andare avanti a parlare del connubio fra i giochi da tavolo e il DIY, grazie ad alcuni link scoperti durante un pomeriggio piovoso.
Dove per “alcuni link” intendo “un mondo di nerd che tenta di fare implodere l’Internet sfogando nello stesso momento le passioni per il pirografo, Arduino e i Coloni di Catan“.

Ho insomma realizzato (ma c’era da aspettarselo) che non sono certo la prima ad aver voluto una versione personalizzata del suo gioco preferito, ma anzi c’è tutto un filone di discussioni sul fai da te ben rappresentato innanzitutto su BoardGameGeek, dove un thread raccoglie tutti i suggerimenti e le tecniche per creare tabelloni, carte, dadi, segnalini e quant’altro, spaziando dal legno al cartone, dal fimo al gesso.
Altro che colla, taglierino e paraculissimo washi tape. Io che mi lamento di dover tagliare 120 pezzentissime tessere di cartone, mi inchino di fronte a questo tizio che avrà impiegato quaranta giorni e quaranta notti per produrre due esagoni 3D di Catan.

Proprio I coloni di Catan sembra essere il gioco che più scatena la fantasia degli artigiani. Questa riproduzione in legno decorato col pirografo è, a ragione, fra le più votate su Instructables, ma anche questa fatta di MDF e quest’altra, sempre di legno, mi stanno seriamente facendo considerare l’acquisto di una sega circolare. Ma poiché spesso il DIY più interessante è quello che tira fuori un supplemento di ingegno per creare qualcosa che sia veloce e che non costi niente, ecco che il mio applauso fa al Pen & paper Catan – for emergencies, che consente di giocare praticamente in ogni situazione!

Sempre su Instructables troviamo: una versione da viaggio di Ticket to Ride, gente che gioca con una versione di Assassin’s Creed fatta coi mattoncini Lego e un tabellone rotante magnetico per Risiko, per non parlare delle svariate scacchiere costruite con materiali diversi e le riproduzioni di antichi giochi asiatici a me sconosciuti.

Yut-no-ri?

Un capitolo a parte meritano le autoproduzioni dell’Allegro Chirurgo: da quelle minimal a quelle quasi uguali all’originale, fino a quelle che sostituiscono l’omino con dei robot vintage (1 e 2, tascabile!) o perfino con Bender.

E sono sicura di avere appena appena grattato la superficie.
Torno a cincischiare con il cartone.

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