Fatto da me

Homemade Pachisi

Dopo un gioco da tavolo ispirato al Giappone, la mia personale versione di Einfach Genial, oggi è la volta di un boardgame nato in India, e quindi decorato di conseguenza. Come al solito ho cercato di usare il più possibile materiali di recupero o acquistabili per pochi soldi, oltre agli amati washi tape e a tanta tanta tanta colla vinilica.

Pachisi. Ma anche Chausar, Parcheesi, Ludo, Don’t Worry, Game of India e gli italiani Chi va piano va sano e Non t’arrabbiare. (Ve lo ricordate Non t’arrabbiare? Io ce l’avevo e mi arrabbiavo!).
Sono tutti nomi e varianti di un antico gioco indiano che può ricordare un incrocio, molto semplificato, fra il gioco dell’oca e il backgammon: ogni giocatore deve far compiere un giro di tabellone alle sue pedine a seconda dei lanci di dadi, e viene naturalmente ostacolato dalle pedine degli avversari, che possono bloccare o “mangiare” le pedine nemiche e riportarle al punto di partenza.
Pachisi e Chausar sono i due giochi originali, leggermente diversi fra loro in un modo che devo ancora mettere a fuoco. Intanto, mi sono preparata la mia versione homemade.

Pezzi3

Chiuso_sdraiato

Parti del gioco

  • Un tabellone a forma di croce, con una griglia di 3×8 caselle su ogni braccio;
  • 6 conchiglie di cauri (o ciprea) come dadi, oppure 3 dadi a bastoncino;
  • 16 pedoni di 4 colori diversi;
  • (opzionale) un contenitore per riporre dadi e pedine.

Il tabellone

L’idea di costruirmi un personale Pachisi mi è venuta quando ho posato gli occhi su una scatola vuota di toner per stampanti che era stata abbandonata in ufficio. Una scatola proprio come questa, a base più o meno quadrata e molto lunga:

xerox

Ho subito pensato che tagliando ogni spigolo della scatola, mantenendone intatta la base, il cartone si sarebbe aperto a forma di croce: la forma perfetta per il tabellone di Pachisi e il materiale ideale per il fai da te, manipolabile in mille modi. Inoltre, facendo in modo che la scatola potesse richiudersi di nuovo, avrei potuto riporre il tutto, pedine e dadi compresi, con facilità e occupando poco spazio. Quindi mi sono messa all’opera con gli altri materiali:

  • pennarello nero
  • matita
  • righello
  • washi tape
  • tovaglioli di carta colorati
  • colla vinilica e pennello
  • forbici e taglierino
  • una vite
  • nastro

Ho tagliato con il cutter i quattro spigoli lunghi della scatola, mantenendo le linguette di chiusura, e ho rinforzato la base incollandovi un pezzo di cartone delle stesse dimensioni.
Ho disegnato su ogni braccio della croce una griglia di 3×8 caselle, ciascuna delle misure di 4×2,5cm circa, e l’ho ripassata con un pennarello nero.
Ho contrassegnato ogni casella con del washi tape: ha uno scopo puramente decorativo, quindi ho scelto due tipi di nastro bianco e nero per il percorso esterno e due tipi di nastro di altre tonalità (rosa, lilla, verde, blu: quello che avevo) per il “corridoio” centrale di ogni braccio, l’ultimo su cui devono transitare le pedine. Le uniche caselle diverse e importanti ai fini del gioco sono quelle con la X, tre per ogni braccio.
Al centro, sempre puramente decorativo, ho disegnato una sorta di mandala con i rimasugli del washi tape. Diventa la “casa” delle pedine, il primo giocatore che riesce a portarle tutte lì ha vinto.
Infine, una bella mano di colla vinilica per proteggere il tutto: adoro come in questo modo il washi tape sembri quasi inglobato nel cartone, come un intarsio.

Mandala

L’esterno della scatola l’ho rivestito con alcuni tovaglioli di carta della Ideal Home Range. Questa serie con gli elefanti indiani l’avevo comprata anni fa e giaceva in un cassetto in attesa di un uso creativo.

tovaglioli

 

Come sempre in questi casi ho usato un solo velo, incollato e poi ripassato con una mano di colla vinilica. Ho ricoperto anche le linguette e il coperchio che chiudevano la scatola, perché mantengono la loro funzione quando si ripone il gioco. I bordi del cartone sono stati ripassati con del washi tape per rifinire il tutto.

elefante

Per richiudere i bracci della croce e mantenere la scatola ferma al suo posto c’è bisogno di un nastro da annodare attorno al parallelepipedo. Su un braccio, usando una vite, ho fatto due buchini rotondi per far passare il nastro e mantenerlo fissato in permanenza. Gli altri bracci devono essere liberi quando il tabellone è aperto, ma devono rimanere in qualche modo ancorati al nastro quando c’è bisogno di chiudere; perciò su tre bracci ho fissato un anellino, fatto sempre di nastro, in cui far passare il nastro più lungo per la chiusura.

Dettagliobraccio

Chiuso_intero2

Dadi e pedine

  • 16 ditali di metallo (li ho trovati in un negozio cinese a 0,70€ la confezione da 4);
  • smalto per unghie di 4 colori diversi;
  • una confezione di pasta da modellare (DAS, creta, Fimo, Cernit, Pasta Oplà… quello che avete);
  • il tappo di una penna Bic.

DitaliDadi

Le pedine del Pachisi sono di solito di metallo o di osso, a forma di alveare, o di cupola. La cosa più simile mi sembravano i ditali, quindi ho acquistato i meno costosi in circolazione. Li ho dipinti di 4 colori diversi con gli smalti per unghie, in modo da ricordare un po’ i colori usati per il tabellone.

Ditali1

Per i dadi non ho ancora trovato le famose conchiglie che si usano nel gioco originale. Si possono usare dei dadi a bastoncino, tradizionali dei giochi asiatici: io li ho fatti con la Pasta Oplà della Stamperia, che viene venduta anche in confezioni molto piccole, è disponibile in un bel colore avorio e non necessita di cottura. Chi ha Fimo o Cernit è a posto, ma anche il DAS è sicuramente meno costoso (ma poi bisogna usare tutto il resto del panetto, e io di altri progetti non ne avevo).
Sulle quattro facce dei dadi ci sono i numeri: 1, 2, 5, 6. Io li ho ottenuti semplicemente premendo nella pasta il tappino di una Bic.

dadi1

Il contenitore per i pezzi

  • Due fermi di polistirolo (quelli originali della cartuccia);
  • tovaglioli di carta
  • forbici
  • colla vinilica
  • washi tape

Scatolapezzi

Per non perdere i dadi e le pedine serviva un contenitore, e naturalmente doveva essere abbinato al resto del gioco. La cartuccia della stampante era tenuta al suo posto da due fermi di polistirolo, come dei cubotti con una cavità, oltretutto della misura perfetta per la scatola: non potevo non usarli! L’abbinamento colla vinilica – tovagliolo – polistirolo dà un effetto fantastico (anche se a prima vista la colla sul polistirolo si ritira, ma non ve ne preoccupate). Ho ritagliato opportunamente le decorazioni e per l’interno della scatola ho usato il velo intermedio, più sbiadito.

scatolachiusa Scatolaperta2

Il meccanismo di apertura/chiusura è il più semplice che esista: una sorta di cerniera fatta con una striscia di washi tape, ripassata di colla vinilica per maggiore stabilità.

scatolaretro

Il contenitore di polistirolo rivestito poi ritrova il suo alloggiamento sul fondo della scatola-gioco, una volta che sarà richiusa.

Chiusura

Una gran lavoro ma soprattutto un divertimento, e finalmente si può giocare!
Enjoy :)

Pezzi_quadrato

Pezzi

 

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2 thoughts on “Homemade Pachisi

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