Fatto da me

Q: What do you call a dinosaur with an extensive vocabulary?

A: A Thesaurus!

L’idea per questo nuovo gioco da tavolo mi è venuta quando il caldo estivo ha sciolto tutti insieme una serie di input come la voglia di riprodurre il boardgame Pinguin Pescatore, l’arrivo del Royal Baby George (= George il fratello di Peppa Pig che dice solo “dinosauro”), l’addiction a Ruzzle e un po’ di cartone ancora da smaltire.
Lo so, è tutto molto preoccupante.

Scatola02

Ma andiamo con ordine.

Hey, that’s my fish! (in italiano Pinguin Pescatore) è un gioco da tavolo (e un’app per smartphone) facile e veloce in cui 2-4 giocatori si affrontano nel muovere i propri pinguini per portare a casa delle tessere-pesce e, nel contempo, isolare i pinguini avversari sugli iceberg in modo che non possano più pescare. Ci sono naturalmente regole particolari per gli spostamenti delle pedine, le istruzioni sono qui.
Compongono il gioco 60 tessere esagonali e 16 segnalini a forma di pinguino: pezzi semplici da riprodurre o reperire, perfetti per soddisfare la mia voglia di DIY.

Non riuscendo a trovare, però, dei pinguini adatti all’uopo, li ho sostituiti con altre creature. Nel mio gioco ci sono dei rettili preistorici (per la precisione, un bel sacchetto da 36 comprato su Amazon) e per loro ho pensato a un cibo un po’ particolare: lettere dell’alfabeto. Perché il protagonista del gioco non è un dinosauro qualsiasi, ma il nerdissimoThesaurus!

Dino02

Pedoni01

In questo modo abbiamo due giochi in uno: al gioco originale “di pesca”, in cui conta solo la quantità e non il tipo di lettere di cui il giocatore si impadronisce, si può aggiungere una seconda fase in cui, con le lettere pescate, si possono formare delle parole, e i vari bonus possono cambiare il punteggio di conseguenza. Per esempio, si possono assegnare dei punti alla parola più lunga, a chi trova più parole con le lettere a disposizione, a chi compone delle frasi… Tutte cose che devo ancora stabilire giocando e la cui plausibilità, questo l’ho già visto, cambia parecchio a seconda di quanti giocatori si affrontano.

Dino01

Costruire il gioco è semplicissimo.

La parte più lunga consiste nel tagliare 60 esagoni di cartone (un caro ricordo) e contrassegnarli in modo appropriato: 30 con una lettera, 20 con 2 lettere, 10 con 3 lettere, contraddistinti dai colori per agevolare il gioco. Le bande colorate sono ottenute con il washi tape e le lettere le ho stampate in bianco e nero su un normalissimo foglio A4, poi le ho ritagliate (il font è Type Keys, gratuito).

Tessere01

Plancia01

Per decidere come distribuire le lettere (in tutto 100) sugli esagoni ho tenuto conto più o meno di com’è orchestrata la quantità delle tessere in Scarabeo e della frequenza delle lettere nelle frasi in lingua italiana. Poi, nella pratica, la scientificità della cosa va un po’ a ramengo, ma comunque. Sulle tessere da una lettera, più frequenti, ho incollato le lettere più diffuse (A, E, I, O), mentre sulle tessere da tre lettere, più difficili da pescare, ho incollato le lettere meno ricorrenti. In questo modo, il “pescato” di ogni giocatore dovrebbe presentare la giusta varietà per comporre delle parole interessanti.

Fatto tutto ciò, non serve altro che disporre le tessere sul tavolo e cominciare a far saltellare i vostri lucertoloni plasticosi sul tabellone.
Più saranno ricchi la pesca e il vocabolario dei vostri Thesaurus, più probabilità avrete di vincere.

Buona giocata!

Dino03

Scatola01

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