Luoghi

Giappone giorno 4 – La gita fuoriporta a Hakone. O a Neo Tokyo-3?

Questo post sarà lunghissimo, come la giornata che racconta.

Il nostro quarto giorno in Giappone è anche quello in cui ci spostiamo da Tokyo e facciamo il nostro primo viaggio in Shinkansen. Abbiamo infatti scelto di concederci un giorno e una notte in un contesto più o meno bucolico e la nostra destinazione è Hakone, un comprensorio montuoso a poco più di un’ora di treno dalla capitale che ci offrirà -secondo le guide- un condensato del Giappone rurale: templi nascosti nei boschi, laghi, aree geotermiche, onsen e la vista sul Monte Fuji (nelle giornate limpide, cosa che nell’estate giapponese non esiste).

Ma, come sempre in Giappone, il tutto offre anche della roba da nerd mica da ridere.
Primo, in una giornata a Hakone sperimenta un gran numero di diversi mezzi di trasporto: ferrovia, trenino a cremagliera, cabinovia, traghetto, autobus. Il più gettonato è un itinerario circolare da fare in senso orario o antiorario, a piacere, e che porta appunto a salire e scendere da tutti questi mezzi.
Attenzione: su molte guide e dépliant abbiamo letto che l’itinerario richiederebbe mezza giornata, 4-6 ore… bè, questo probabilmente è vero se si zompa da un mezzo di trasporto all’altro senza quasi fermarsi nei vari luoghi d’interesse. Noi abbiamo marciato a tappe forzate, fermandoci quel che bastava nei punti proprio imperdibili; ci abbiamo messo una giornata intera, e parecchio stancante.

La complicatissima mappa dei mezzi di trasporto di Hakone. Una studentessa scruta la barba di Felson in un misto di disgusto e attrazione.
La complicatissima mappa dei mezzi di trasporto di Hakone. Una studentessa scruta la barba di Felson in un misto di disgusto e attrazione.

Secondo, Hakone è la località sulla quale è stata modellata la Neo Tokyo-3 di Neon Genesis Evangelion. Gli appassionati dell’anime e del manga possono quindi compiere una vero e proprio di pellegrinaggio a tema: qui e qui tutte le info. Alla stazione di Hakone Yumoto c’è inoltre un Evangelion Store che propone, naturalmente, una quantità spropositata di gadget introvabili nel resto del mondo.

Caricati anche da queste particolari caratteristiche del luogo che visiteremo, ci lanciamo verso Tokyo Station a prendere il nostro primo Shinkansen! Lo Shinkansen Kodama 639, per la precisione. È anche il primo giorno di uso del Japan Rail Pass.

Uno Shinkansen sta per fermarsi nella stazione di Odawara.
Uno Shinkansen sta per fermarsi nella stazione di Odawara.

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Non sto nemmeno a dire dell’efficienza e della puntualità di questi treni. Si fa ordinatamente la fila nel punto preciso in cui si ferma la propria carrozza, ci si accomoda in un ambiente che ricorda l’aereo -ma più spazioso- e ci si lascia cullare. In tutti i miei viaggi in Shinkansen è partito l’abbiocco, perché il comfort e la tranquillità favoriscono il sonno. Non ci si accorge dell’altissima velocità, mentre fuori scorre il paesaggio, che è solo ed esclusivamente urbano.

La nostra prima destinazione è Odawara, una stazione di scambio molto trafficata da dove prenderemo un treno della Hakone Tozan Railway fino a Hakone-Yumoto. Si tratta di una linea per cui il JR Pass non vale, ma nessun problema: a Odawara si compra l’Hakone Free Pass che per circa 30 euro permette di prendere tutti i mezzi pubblici che ho menzionato sopra e vale due giorni.

Hakonefreepass

Sul treno locale l’atmosfera è già quella della gita fuori porta. Tante famiglie e scolaresche, formate solo da giapponesi, si stanno apprestando a fare proprio il nostro itinerario.
Abbiamo una cosa da fare prima di cominciare il tour. Dobbiamo trovare il nostro hotel, il Tonosawa Quatre Saisons, e lasciarvi le valigie. Scesi a Hakone-Yumoto, però, scopriamo che l’hotel non è propriamente a una walking distance dalla stazione. Nessun problema:il personale dell’Hakone Tourist Information Center ci spiega molto bene come arrivarci. E, alla stazione degli autobus, un addetto ci identifica immediatamente come turisti sperduti, ci dà altre indicazioni e si accerta che saliamo sul mezzo giusto. Sbagliarsi è impossibile.

Dopo una breve sosta riprendiamo l’autobus e, dopo una mezz’ora abbondante di ripida salita e tornanti in mezzo ai boschi, scendiamo a Moto-Hakone, un piccolo porto sul Lago Ashi, per dirigerci verso il famoso Hakone Jinja.

L'ingresso del santuario Hakone Jinja.
L’ingresso del santuario Hakone Jinja.

Di questo tempio si ha notizia fin dall’anno 757, mentre le forme di ciò che si vede oggi risalgono al 1667, al netto di incendi e distruzioni varie. È immerso in una foresta imponente e vi ritroviamo un po’ tutti gli elementi tipici dei santuari scintoisti: i komainu (i cani coreani che rappresentano l’alfa e l’omega), la fontana per la chōzuya (la purificazione rituale), gli ema su cui scrivere preghiere e desideri, gli omikuji con le predizioni divine da legare a una griglia qualora fossero indesiderate, la shimenawa che delimita gli spazi sacri.
La sicumera con cui elenco tutte queste cose è presto spiegata: ho letto questo ottimo post sui santuari scintoisti :)

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La parte più scenografica dell’Hakone Jinja è sicuramente il torii immerso nelle acque del Lago Ashi, quello che spicca quando si guarda la costa dal traghetto.

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Dopo la visita al santuario, dobbiamo appunto dirigerci verso un altro porticciolo, Hakone-machi, per imbarcarci verso l’altro capo del Lago Ashi. Per farlo, la cosa migliore è percorrere l‘antica strada dei cedri, passeggiando fra alberi che hanno più di 350 anni, alcuni alti anche oltre 30 metri.

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Ed eccoci a Hakone-machi pronti per salire sul traghetto. Per quale imbarcazione sarà valido il nostro Hakone Free Pass? Ci guardiamo un po’ intorno, ma di mezzo atto a navigare ce n’è solo uno: il vascello dei pirati con il centurione sulla polena.

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La quota giornaliera di kitsch è assicurata. Ma prima di salire sulla nave bisogna placare la fame e la sete. Per la prima c’è lo street food dei campioni, una bella seppiona grigliata al momento e consegnata in confezione da passeggio con i bastoncini. Per la seconda, gli immancabili distributori di bibite, che qui omaggiano Neon Genesis Evangelion.

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Ma si tratta solo di uno spuntino! Dopo una mezz’ora di traversata con il vascello, all’attracco di Togendai, ci fermiamo al ristorante vista lago per un pranzo veloce. E per pochissimi yen portiamo a casa un signor pranzo.

Pranzo
Gamberone in tempura, insalata di riso e orzo ed enorme ciotola di udon fumante.

Dopodiché, altro giro altro regalo: è la volta della cabinovia! All’interno 40 gradi e umidità alle stelle, ma ci sono i ventagli in dotazione per tentare di rinfrescarci. Per fortuna il viaggio dura poco e siamo subito a 1.000 metri di quota, a Owakudani. Si tratta di un’area caratterizzata da una intensa attività geotermica, con sorgenti calde e fumarole che spargono un forte odore di zolfo, cioè di uova marce. Guarda caso, una delle attrazioni del luogo sono le kuro-tamago, cioè delle uova che, dopo essere state cotte nelle pozze ribollenti, acquistano un colore nero (solo del guscio, però). Si dice che mangiarne una regali sette anni di vita. Attorno alle uova, c’è tutto un fiorire di gadget e altri alimenti correlati, il più popolare dei quali è il gelato nero gusto uovo affumicato.

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Siamo nel punto più alto del nostro tour e cominciamo ad accusare una certa stanchezza. Per fortuna si comincia a scendere. Altro pezzo di cabinovia e poi un mezzo che non avevamo ancora preso, la funicolare che ci porta a Gora. Ci sarebbero parecchie cose da vedere qui, ma ormai è piuttosto tardi, e in più stiamo esaurendo le energie. Quindi dalla stazione di Gora prendiamo il primo treno che può riportarci a Hakone Yumoto.

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Sembra poca strada, ma il trenino è lentissimo perché la ferrovia è molto ripida e a ogni stazione ci sono da cambiare guidatore e verso. Dopo un tempo che ci sembra eterno, a Hakone Yumoto abbiamo solo le forze per esplorare l’Evangelion Store e per comprare un paio di panini che saranno la nostra cena da consumare in camera.
Ormai infatti abbiamo la reattività di due larve.
Ci trasciniamo sull’ultimo autobus, saliamo in hotel, apprezziamo appena una stanza enorme per gli standard giapponesi, mangiamo, facciamo la doccia, crolliamo a letto.

Alle 6.00 però sono già sveglia, e questa è l’alba dalla nostra finestra.

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Ancora qualche momento a letto e siamo pronti per partire verso Kyoto.

Le altre foto sono su Flickr (in progress).

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