Ispirazione · Wedding

Handmade wedding a tema rock festival – 1. Ispirazione

Comincio il 2016 con una serie di post a tema matrimonio, direi quasi a grande richiesta (bè, così grande non saprei, ma qualcuno me li ha chiesti). Matrimonio handmade (almeno in parte), perché il divertimento è anche lì: nel curare tanti dettagli, nel metterci le proprie idee, nell’imparare cose nuove nel frattempo.
[Per esempio, scrivendo a mano decine di buste per gli inviti, ho cominciato a interessarmi al mondo della calligrafia].

Centrotavola vinile
Foto Michele Ranzani – i-stantART, Monza

Il diy è stata una delle chiavi per far sì che la festa per il nostro matrimonio riuscisse proprio come volevamo noi sposi, che ci assomigliasse. Questo ha voluto dire, sotto diversi aspetti, mettere da parte le tradizioni. Fare tanta ricerca e sbattersi un pochino di più per realizzare qualche progetto insolito. Ma quando gli invitati hanno cominciato a farci il complimento più bello, “Questa giornata vi rispecchia tantissimo”, ho capito che avevamo centrato l’obiettivo.
Il tema è stato musicale, vista la passione che condividiamo, o meglio “festival rock”, scelto perché proprio a un festival ci siamo incontrati la prima volta (per pochi istanti, in verità) e poi, negli anni, ne abbiamo frequentati assieme tanti. Da qui siamo partiti, cercando di organizzare una festa che potesse coinvolgere tutti, dai parenti anziani, ai bambini, a chi, magari, non condivide nulla della nostra personale passione per la musica alternativa.

Prima di parlare di ciò che mi ha ispirata di più, alcune premesse su cosa è stato per me un “matrimonio handmade” e qualche consiglio per cominciare.

  • Opinioni e scelte espresse qui sono personali. Io e mio marito non siamo molto attaccati alle tradizioni (per dire, io personalmente ho scarso feeling con gli abiti da sposa…). Volevamo qualcosa di informale e divertente e noi primi ci siamo divertiti a realizzare in casa alcuni progetti. Ciò non toglie che abbia trovato perfettamente riusciti matrimoni del tutto diversi dal nostro. E che mi sia divertita un sacco partecipando a eventi classici, tradizionali, formali o giocati su temi che io non avrei mai scelto. Anche il budget è una questione individuale. Noi abbiamo deciso di invitare un centinaio di persone, e certi progetti diy hanno funzionato anche perché i numeri erano gestibili. La voce di costo più onerosa è stata, come credo accada sempre, il pranzo, e qui non abbiamo scelto il fai da te. Quindi il nostro matrimonio, onestamente, non è stato low cost, perché location e catering sono stati “canonici”. D’altra parte abbiamo tagliato su ciò che per noi -ripeto, per noi- era superfluo o poco interessante (decorazioni floreali, noleggio auto, i nostri abiti) o avevamo la capacità di realizzare in casa (partecipazioni, tableau, centrotavola, bomboniere e altro).
Ho fatto parecchi acquisti online ma per le scarpe non mi sono fidata. Handmade, ma da veri professionisti, e su misura perché fossero comode abbastanza da portarle (quasi) tutto il giorno.
  • Per organizzare un matrimonio diy va messo in conto tanto tempo. E dato che di base io avevo a disposizione le serate (quelle in cui non mi addormentavo subito) e i weekend, abbiamo cominciato con molto anticipo, circa un anno, e portato avanti i lavori poco per volta, ma con costanza (mi stupisco io per prima di esserci riuscita, ma quando si vuole una cosa…). Importante darsi anche un buon margine: perché, se qualcosa va storto, bisogna avere il tempo di imbastire un piano B. Ci vuole realismo: prima su ciò che si è in grado di fare (per evitare di imbarcarsi in progetti troppo complicati) e poi sui risultati (se una cosa riesce male la si archivia o ci si rivolge a un professionista). Darsi delle priorità è importante: sistemare le pubblicazioni, trovare un celebrante e fermare location e catering viene prima della costruzione di un fantasmagorico photobooth.
Il survival kit della sposa è indispensabile: poi non ho usato nulla di ciò che c’era dentro, ma ha funzionato da coperta di Linus.
  • Avere un tema aiuta molto. I matrimoni a tema sono diffusi nel mondo anglosassone, non ancora qui in Italia (quindi spesso il fai da te è una necessità, perché le proposte preconfezionate sono molto classiche). Tuttavia non è necessario insistere a portare il tema in qualsiasi dettaglio. Avere un semplice filo conduttore è utile per non soccombere davanti alla marea di scelte che si dovranno affrontare. Può essere anche solo un colore, un’atmosfera, una passione o un ricordo condiviso dagli sposi: un punto di partenza per cominciare a scremare fra troppi spunti.
Alla fine non ho scritto i menu a mano, ma queste prove di calligrafia mi sono servite, eccome, per quella che al lavoro chiamerei “l’immagine coordinata” dell’evento.
  • Quell’idea l’ha già avuta qualcun altro prima di te (e probabilmente l’ha realizzata meglio di quanto mai potrai fare tu). Copiare non è un reato, l’originalità sta nell’esecuzione e nell’adattamento alle proprie necessità e ai propri desideri. Da qui la grande importanza nello scegliersi bene le proprie fonti di ispirazione.
L’appendino personalizzato lo fanno tutte, e allora? ;-)

Pinterest
Il grado zero dell’ispirazione. Una semplice ricerca e si viene bombardati da stimoli visivi, quanto c’è di meglio nelle fasi iniziali della programmazione! Appuntarsi ciò che è di interesse, anche minimo, è semplicissimo, infatti nella mia personale bacheca dedicata ai matrimoni c’è di tutto e di più. La stragrande maggioranza dei link rimandano a siti stranieri e dunque è quasi impossibile replicare qui alla lettera ciò che propongono: ma questo non è un problema in fase iniziale di brainstorming.

Etsy
Bè, è sinonimo di handmade e ho subito guardato lì per ciò che non avrei saputo realizzare da sola. Mi era balenata l’idea di comprarci l’abito, poi non l’ho fatto per una serie di motivi di cui scriverò. Ma ho acquistato, e con grandissima soddisfazione, il mio headpiece, una decorazione per l’abito, un bijoux per me e uno da regalare alla mia testimone. Tutto fatto a mano. E ho trovato ispirazione per molte altre cose.

Blog italiani
Non ne ho consultati molti perché il tema del festival musicale e l’approccio diy riscuotono più consensi nel mondo anglosassone che non in Italia. Ma nel mio feedreader ha trovato subito posto Wedding Wonderland, perché sa unire cura estrema e grande gusto a un’attitudine fresca e rilassata. Ci sono tanta attenzione per i progetti fai da te e una ricca sezione di matrimoni veri: leggendo questo blog si può cominciare a fare sul serio con i preparativi, anche perché ci sono i link a fornitori interessantissimi sul territorio nazionale. Altra menzione per Le Frufrù, che non tratta solo di wedding ma in generale ha proposte in linea con lo stile che cercavo e molte idee fai da te.

Blog in inglese
Sono milioni di milioni e mi limiterò a elencare i quattro che ho visitato più volte e sono finiti nel mio feedreader.
Style me pretty è un’istituzione e gran parte delle idee che mi sono appuntata su Pinterest, gira che ti gira, viene da lì. Se Style me pretty parla di qualcosa vuol dire che quella cosa è trendy (negli USA, invece in Italia sarà probabilmente considerata avant-garde). Green wedding shoes è un blog che ho trovato cercando proprio… scarpe verdi per il mio matrimonio (poi sono state di un verde-azzurro polvere). Qui andiamo sul versante boho-chic, che negli inspiration shoot magari è un po’ troppo calcato, ma nelle sezioni real wedding e diy trova declinazioni realizzabili. Stesse atmosfere vintage e talvolta hipster per Once Wed, altro blog che seguo da tanto tempo. Ultimo, ma non per importanza, The Offbeat Bride: qui l’ispirazione apre anche all’alternative/rock’n’roll e ci sono anche un sacco di idee per sposi geek. Un blog un po’ diverso dai precedenti: non solo belle gallery ma un approccio più discorsivo, che stimolare la discussione. Infatti i commenti sono spesso interessanti quanto i post.

Ed ecco, direttamente dalla mia bacheca Pinterest, una gallery di idee che trovo fantastiche per un matrimonio a tema festival musicale, o musicale (rock) in generale, con uno stile vagamente bohemien. Alcune le ho realizzate, altre no, altre ancora sono state un punto di partenza per arrivare a qualcosa di personale.

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